SOLO VALIGE DI CARTONE PER CARROZZE DI III CLASSE

Il mondo non è diventato quel brutto posto che è perchè ci sono pochi cattivoni a comandarlo. La colpa è della massa di sgherri striscianti che chiede di essere comandata e sottomessa per qualche briciola di pane raffermo...

Non dimentichiamolo mai (lo scrivo anche per me), la lotta, quella vera, si fa fuori da internet, con il mouse non si cambia il mondo.

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sabato 22 gennaio 2011

La parola VIP e la cultura dell’immagine

 

ecologie carte environnement

 

Non era più un mondo con la stessa faccia quello che cullava nel suo grembo la parola vip; un mondo di uomini che accettano che vi sia qualcosa di sostanzialmente diverso tra loro è un altro essere umano, un mondo dove un uomo ammette di non valere quanto un suo simile.

Vip (Very Important Person), eccoli i nuovi dei, abitanti mortali d’un olimpo fabbricato ad hoc,  dove tutto è allestito come una scena imperitura e sempre in atto,  in cui si consumano esistenze che non esistono.

Un olimpo atto a generare immagini, icone, di mondi altri, fatati e lucidi, di mondi sideralmente lontani dal quotidiano vivere della plebaglia,  che ad esso s’accosta armeggiando riviste precise e copiose, che la nutrono dalle viscere del sogno, in notti di pioggia e solitudine, per fornirle un pretesto, un appiglio a cui aggrapparsi contro il naufragar d’un esistenza vacua.

Le divinità.

Girano con le guardie del corpo a riparo dalla plebaglia, si fanno vedere unicamente in occasioni prestabilite, giustappunto per lucidare la propria immagine opacizzata dall’assenza. Eppure senza quella plebaglia non sarebbero nulla, non sarebbero nessuno, non sarebbero per nulla importanti.

Senza la fila di gente che attende il suo ingresso, senza quei religiosi febbricitanti che sene stanno impalati per ore che s’apra il sipario, all’ingresso delle sue gambe suadenti, la tale Naomi Campbell, sarebbe della stessa altezza di quelli che stanno li ad attenderla e fatta della stessa materia di carne e sangue. Non altro che un essere umano come madre natura l’ha fatta.

Ad un certo punto s’è creata una distanza tale tra “noi” e “loro”, una distanza che è molto più distante di quella che c’è tra un cittadino e un clandestino, una distanza che scuce i piedi di questi esseri dalla terra ferma e li proietta nell’etere che sbrilluccica, in un mondo a parte, di fulgidi neon elettrici: loro sono l’apice del mondo dell’immagine, di quella superficie che non è altro che superficie, che se fosse acqua, al contatto con un sasso, manco s’intorpidirebbe.

Alcuni sociologi la chiamano la “ribellione delle immagini”, un movimento di reazione alla vetusta cultura iconoclasta, la rivincita delle icone, nel cui cerchio confluiscono le tribù post moderne.

Obietto non  tanto il senso del concetto, obbietto piuttosto  il termine tribù (in quanto essa indica una società umana in possesso di una relativa omogeneità culturale e linguistica) e obbietto l’accezione positiva che il termine tribù conferisce al senso della “ribellione delle immagini”.

E allora bisogna tornare indietro per fare un salto in avanti….bisogna tornare a quel “genocidio culturale” di pasoliniana memoria (1977)

“Il nostro, come disse Sciascia, è un paese senza memoria e verità, e io per questo cerco di non dimenticare

e ancora

“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava a ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal centro è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” dell’ideologia edonistica voluta dal nuovo potere è la peggiore delle repressioni della storia umana”.

Non si può dunque parlare di tribù in un mondo dove è in atto la perdita dell’identità culturale, la perdita della memoria storica, delle proprie radici, dove tutto è appiattito dall’edonismo consumistico, dove in ogni dove campeggiano gli slogan della pubblicità; non si può parlare di rivolta delle immagini in questo mondo, che di tutto “profuma” meno che di rivolgimento.

Questo è il mondo di un unico immenso paesaggio virtuale, in cui galleggiano icone e simulacri che non sono riferimenti ma comandi, di strade cieche che conducono sempre al medesimo luogo, di voci sempre uguali che non dissentono mai tra loro; il mondo delle ragazzine che per far parte di quel paesaggio, per volerne essere delle icone, divengono anoressiche o bulimiche, non accettando l’immagine di se e pretendendo di acquisirne una delle tante di quel mondo virtuale. 

Lo scopo di tutte queste maschere che raccontano bugie, il loro scopo ultimo, oltre all’appiattimento culturale e all’imputridimento del pensiero umano, è sempre solo uno: VENDERE.

 

Davide.

15 commenti:

Jose Ramon Santana Vazquez ha detto...

...traigo
sangre
de
la
tarde
herida
en
la
mano
y
una
vela
de
mi
corazón
para
invitarte
y
darte
este
alma
que
viene
para
compartir
contigo
tu
bello
blog
con
un
ramillete
de
oro
y
claveles
dentro...


desde mis
HORAS ROTAS
Y AULA DE PAZ


COMPARTIENDO ILUSION
DAVIDE

CON saludos de la luna al
reflejarse en el mar de la
poesía...




ESPERO SEAN DE VUESTRO AGRADO EL POST POETIZADO DE ALBATROS GLADIATOR, ACEBO CUMBRES BORRASCOSAS, ENEMIGO A LAS PUERTAS, CACHORRO, FANTASMA DE LA OPERA, BLADE RUUNER Y CHOCOLATE.

José
Ramón...

I am ha detto...

Hola Jose Ramon estoy dacuerdo con lo que escribio.

Davide, il tuo post mi ha colpita profondamente per la chiara analisi che hai fatto. Per essere Vip, hanno bisogno di essere "adorati" basta non pensarli, non riconoscerli, ignorarli.
Una nuova cultura, una nuova coscienza deve far parte di questo mondo. Attendo con ansia una nuova alba dove la parola " Essere Umano " assuma e divenga ciò che realmente significa

Paòlo ha detto...

La parola tribù è intesa come persone che si identificano in una persona o anche con un oggetto.

Può essere la "tribù" di fan di tale attore o valletta, come può essere la tribù di persone che hanno tale oggetto cool. Certo, è ben lontano dalla vera tribù, come tu stesso hai detto.

I VIP? Se tutti trattassero queste persone come comuni mortali, vedi la pacchia come finirebbe.

Io chiamerei VIP una persona che rischia del suo per ottenere qualcosa di importante per la società, non un intrattenitore da stadio o da televisione.

Davide. ha detto...

Hola Jose Ramon me alegra su visita a esta página. Me gusta mucho la poesía.

Certo I am, spero che questa tua speranza divenga realtà anche per quelli, che consapevolmente o inconsapevolmente, aderiscono a questo macabro gioco di morte culturale.

Hai ragione Paolo. Solitamente l'oggetto cui aderiscono le tribù è un totem, oppure il centro stesso della tribù, ossia il luogo dove convergono tutti gli sguardi.
Nella senso di quest'articolo infatti la parola tribù semplicemente non esiste, non credo nella tribù globale, non ha nessun senso parlare di tribù globale.
Forse come dici tu se di Vip si deve parlare, la parola dovrebbe essere associata a grandi imprese nel campo umano...ma sempre senza che essi s'elevino al di sopra degli altri. Sono solo umani.

Enzo ha detto...

Sto leggendo un bel libro di Paulo Coelho. Vi si trova una bellissima fotografia della "Superclasse", del mondo ovattato, finto, inutile che circonda i Vip. Te lo consiglio. Si intitola "Il vincitore è solo".

Zio Scriba ha detto...

Fin da piccolo li ho sempre chiamati Very Important Pirla. Ma ancor più pirla è lo stolido gregge che idolatra certi mostri di banalità e vacuità!

mark ha detto...

Mi sono fatto un'idea, noi siamo animali e la nostra giugla e abitata da tanti predatori, i nostri predatori sono curiosi, perchè da noi stessi creati. Molti vengono assorbiti, altri soccomberanno, altri si distaccheranno creando l'alternativa, altri guarderanno in disparte perchè "l'elite". Questa concezione dovrebbe far sopravvivere le scelte migliori, però c'è un però, questo presuppone una "libertà di scelta, ma quando vengono abilmente nascoste le altre possibilità il tutto rimane appeso. Un salut ViPs!

http://correntedipensiero.blogspot.com/2010/09/le-tribu-del-fregio.html

web runner ha detto...

Il VIP (Vaso-Intesinal Peptide) ha nell'organismo la funzione di aumentare la motilità intestinale.
Fa cacare, insomma. Come 'sti VIP e la carne da macello che li segue.

Kylie ha detto...

Persino Brunetta ha le guardie del corpo da circa 20 anni. Comunque concordo sulla tua analisi, le cose sono queste. C'è chi aspira a questa realtà.

Davide. ha detto...

Enzo grazie per il consiglio, lo cercherò.

Zio il gregge mi ripugna pià dei Very Pirla.

Eh Mark se almeno il gregge si ponesse le domande e gli scenari che ti poni tu, avremo forse meno scelte appese.

Web in effetti pensare al mondo dei Vip potrebbe risolvere i problemi di stitichezza.

Kylie: tanti tanti aspirano a questa realtà!

Alberto ha detto...

Nel mondo dell'immagine se non appari non esisti, e per apparire devi essere un vip, anche se non sei un cazzo di nessuno (come cervello).

Davide. ha detto...

Gia Alberto, se non appari non esisti.

Antonio ha detto...

Non so se si tratta di "ribellione delle immagini" e non so dire se è qualcosa di nuovo e rovesciato rispetto alla vecchia iconoclastia, a me sembra un metodo da vecchi regnanti, del tipo diamo un po' di splendore al popolo bue tanto perché esorcizzi la propria noia. Semmai la novità è che non ci sono più regnanti ma soggetti che salgono agli onori per essere poi dimenticati dopo un po', anche loro immagini vendute e poi gettate.

Gianni ha detto...

Nulla di più vero.
Il piacere di essere riconosciuti, visti, visibili, dà la misura della propria importanza, della propria potenza. Ci si misura e ci si riconosce attraverso lo specchio degli altri. Fasullo, naturalmente.
Molte donne (non tutte per fortuna)
si divertono a vedere come il loro corpo riesca a far girare la testa ai maschietti eccitati. Così, a seconda di quanti se ne girano e fischiano dietro al passaggio, capiscono chi sono e quanto valgono.
Ci si rassicura sul fatto di essere vivi facendoselo dire dagli altri. E più sono a dirtelo, più ci credi.
Morti di fatto ma vivi allo specchio!
Ciao Davide. Verrò a trovarti. Ciao.

Davide. ha detto...

Antonio al popolo che s'annoia bastano un pò di lucine sgargianti per farlo divertire, eh dire che s'accontenta di poco.

E vero Gianni ci sono donne che si divertono a vedere l'effetto che il loro corpo fa ai maschietti, considerando che siamo maschietti che effetto dovrebbe farci :)

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