SOLO VALIGE DI CARTONE PER CARROZZE DI III CLASSE

Il mondo non è diventato quel brutto posto che è perchè ci sono pochi cattivoni a comandarlo. La colpa è della massa di sgherri striscianti che chiede di essere comandata e sottomessa per qualche briciola di pane raffermo...

Non dimentichiamolo mai (lo scrivo anche per me), la lotta, quella vera, si fa fuori da internet, con il mouse non si cambia il mondo.

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martedì 31 agosto 2010

L’era del conflitto sociale è finita


Marchionne dice “l’era del conflitto sociale è finita”. 

Pensateci un attimo, soffermatevi un pochino. Questa frase è pleonastica. Inutile. 

L’era del conflitto sociale è terminata da decenni, e lui lo sa, lo sa bene. Non già perché non vi siano più conflitti piuttosto per l’assenza di agenti confliggenti. Ossia di enti che si contrappongano allo strapotere delle corporazioni. 

Poi gli fa eco Tremonti il quale afferma grosso modo che l’attuale standard dei diritti non è più mantenibile ne proponibile. Considerandolo già al netto di una notevole sequela di decurtazioni  avvenute in nome del libero mercato in questi ultimi anni. 

Il conflitto sociale non sussiste nel momento in cui il sindacato non confligge, non si mostra nel suo interesse di parte: sempre i lavoratori. Allo stesso modo non può sussistere e direi men che meno quando i lavoratori stessi non confliggono. 

Lavoratori……..
Pavidi, disuniti, lacerati, deboli, ricattabili, delatori, aziendalisti.

L’era della concertazione sindacale, dell’esistenza commerciale, della cultura della visibilità ha prodotto questa genia di nuove macchine, (dis)umane componenti della catena di montaggio, arti meccanici di chip pensanti….


Osservo questa “grande” Europa dell’euro e vedo un futuro fatto sempre più di miseria e povertà.
Non parlo solo di sacche di disoccupati che largheggiano e debordano oltre i limiti della decenza, che è poi solo la mia, quella d’un altro poveraccio, ma di immense fette di lavoratori lasciati con il minimo indispensabile per sopravvivere, con l’impossibilità di poter “concertare” con la vita un parziale compromesso di felicità.
Per dirla al modo dei sindacalisti. 


La situazione è drammatica. La recente crisi greca è la punta di un iceberg che presto ci sommergerà tutti. Sbaglia chi crede che questa “crisi” stia per passare. Non può passare. Il sistema concepisce questa crisi come attendibile, probabile, anzi diciamola tutta: la crisi è gradita. 


Non è difficile prevedere scenari futuri. Privatizzazioni, delocalizzazioni, tagli di spesa pubblica e quindi di servizi essenziali, aumento della disoccupazione, perdita ulteriore del potere d’acquisto delle famiglie.  “Niente di nuovo sul fronte occidentale”.
Solo che è sempre peggio…..il futuro….

Ed è di questo che scriverò per i prossimi mesi.



Davide.

2 commenti:

Simone ha detto...

Ciao Davide. Permettimi di dire: " è di questo che SCRIVEREMO nei prossimi mesi".

Mi ci metto anch'io!

Lydia ha detto...

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